Dal vecchio sito: primo campo nautico del reparto di Sirolo (2009)

Dal diario di Gattone Ingegnoso: il nostro primo campo nautico
  

La torretta del campo con il reparto nautico "Moby Dick" al completo - Campo estivo Lago di Gerosa

La torretta del campo con il reparto nautico “Moby Dick” al completo ed il Capo Gruppo Dede
 

 

 

 


Campo Estivo
Lago di Gerosa, San Giorgio all’Isola, Montemonaco
23 luglio – 2 agosto 2009

 
Quando a primavera abbiamo effettuato il sopralluogo con i Capi Equipaggio al Lago di Gerosa le impressioni non erano state troppo entusiasmanti, anzi l’aver visto animaletti di vario tipo, fra cui una bella biscia d’acqua, aveva fatto storcere il naso a molti tanto che Fosca e Maria Vittoria ne avevano sceneggiato un bellissimo fumetto a colori.
A distanza di qualche mese e appena terminato il campo (con la perdita di circa due chili… troppo pochi per poter essere evidenziati) devo dire che probabilmente a nessuno, genitori compresi, è più venuto in mente che il luogo scelto non fosse entusiasmante. Un lago quasi incantato dove l’aquila ha salutato il nostro primo alzabandiera, l’airone volava a mezza altezza sopra di noi e alla sera stormi di uccelli sfioravano in cerca di insetti le trasparenti acque dove i salici piangenti si specchiavano insieme ai monti Sibillini; e poi il gracidare notturno delle rane e il fruscio del vento fra le fronde delle querce e dei castagni…
Luogo incantato che però ha messo tutti a dura prova: il primo anno del reparto nautico Moby Dick che si mette in gioco completamente, che accetta di impegnarsi per imparare a vivere o a sopravvivere nella natura amica ma inflessibile, incantevole ma spesso in salita.
Le tende vengono issate là dove erano già stati scelti i posti durante il sopralluogo primaverile e al primo fuoco ci si guarda negli occhi con la sola luce delle stelle; molti non hanno ancora compreso la magia che entro pochi giorni coinvolgerà tutto il reparto, capi compresi.
Le prime costruzioni prendono forma, le cucine diventano operative, così come le prime scottature e i primi piccoli inconvenienti. Gianmarco non vuole perdere l’occasione di visitare il pronto soccorso dell’ospedale di Amandola con un amo infilato in un dito, così conosciamo un medico all’antica, cioè un medico che non è solo un tecnico, ma sa parlare ai giovani, usa la sua maestria e la sua competenza per tranquillizzare e il bisturi, l’ago e i punti diventano strumenti di cui non avere paura. La prossima specialità di Gianmarco dovrà essere obbligatoriamente “Pronto Soccorso”, gli tocca.
Altri si accorgono a loro spese che è importante entrare in acqua con i sandaletti chiusi, così come avevamo richiesto nella lettera inviata alle famiglie, anche se qualche vetro e qualche amo vagante non hanno avuto la meglio dei piedi di Giacomo, le sue ferite superficiali si sono presto rimarginate e il suo problema più grande sono state le vesciche ai piedi, soprattutto durante l’hike all’Infernaccio.
Al terzo giorno i fuochisti cominciano a saper distinguere la legna giusta per accendere il fuoco nei jamboree e per mantenerlo: si tratta di far bollire l’acqua per la pasta e di far cuocere altre cose che Nadia con insuperabile maestria distribuisce quotidianamente ai cambusieri spiegando di volta in volta tutti i segreti per una corretta cottura.
Noi facciamo un tifo sfrenato perché gli equipaggi siano velocemente autonomi per il mangiare visto che si è scelto di mangiare sempre con loro.
I Piranha sono quasi sempre i più veloci, sia grazie all’organizzazione del lavoro di Fabio, la preparazione della legna di Giacomo, all’accuratezza di Raphael come fuochista e all’abilità di Gianmnarco come cuciniere.
 

L'alzabandiera
L’alzabandiera

Anche il portale sta cominciando a prendere forma grazie ai CE e ai VCE guidati dall’esperienza di Dede che lo ha progettato non solo come portale ma anche come alzabandiera, tavolo da lavoro e ormeggio per le canoe.
Arriva il giorno delle Olimpiadi, ovviamente nautiche, e Gianmarco, che sta preparando la sua specialità di hebertismo, le illustra al reparto insieme a Beppe. Ci saranno varie prove: nuoto con accompagnamento della palla, nuoto con la tavoletta, percorso in canoa da soli e con una persona attaccata dietro e poi la prova finale con gara diretta fra i tre equipaggi.
Le Olimpiadi sono vinte dai Piranha, nonostante la bravura di Gioele con la canoa; anche Andrea impara velocemente ad andarci e dopo alcune prove riesce a governare bene la pagaia e la direzione da dare alla canoa; non così bene Anna che impreca, anche se moderatamente e nei limiti consentiti, ogni volta che la canoa va dalla parte opposta a quella dove vorrebbe dirigersi. In ogni caso tutti finiscono le prove e ai Piranha alla sera verrà consegnato l’ambito premio, così come agli atleti dell’antica Olimpia: una corona di foglie di quercia (di alloro non ce n’era al campo).
Per la specialità di esplorazione Gioele viene svegliato alle quattro di mattina, gli vengono dati gli strumenti e le cartine 
per poter affrontare adeguatamente la sua prova. Dovrà andare a piedi lungo la costa opposta del lago fino ad un certo punto segnato sulla mappa e poi segnalarci la sua posizione e mandarci i suoi messaggi con le bandierine. Alle nove in punto lo vediamo con il cannocchiale che inizia le segnalazioni: tutto ok. Alle 11 Stefano prende una canoa, portandosi appresso l’altra legata alla sua, per verificare il lavoro svolto, fra cui la preparazione di una postazione per bivaccare.
Non ho ancora parlato dei laboratori. Stefano ha preparato quelli per i vari tipi di segnalazione: acustica, visiva e luminosa (notturna), quello su natura e osservazione, io mi occupo del primo soccorso e dei nodi.
Quando si tratta di organizzare il gioco notturno le ragazze decidono che è troppo buio. Ma se è un gioco notturno deve essere buio e alla fine, quando si comincia a capire che è meglio non accendere le torce per non farsi vedere, è già notte fonda e il gioco termina.
 

La zattera
La zattera è finalmente in acqua!

Una delle costruzioni più belle del campo è stata la zattera a cui gli esplo hanno dedicato anema e core, con la base di sei camere d’aria per camion, con tanto di remi e timone, in grado di portare senza problemi quattro persone; alla prossima zattera applicheremo anche una vela. 
Dei
 vari fuochi e delle veglie vi diranno altri, io voglio ancora parlare della magia della veglia alle stelle, quando abbiamo cominciato ad imparare a riconoscerne qualcuna, per esempio il triangolo estivo, Deneb, Vega e Altair con le rispettive costellazioni del Cigno, della Lira e dell’Aquila; di come siamo veramente tutti figli delle stelle, dell’assurdità delle guerre fra le nazioni, di come siamo piccoli nell’universo, ma altrettanto 
importanti, di come siamo parte di Madre Natura che non termina col nostro cielo, ma con l’universo intero.
È così arrivato l’ultimo giorno, i primi genitori stanno già scendendo dalle macchine. Partecipano con attenzione al quadrato finale, tenuto con la solita maestria e bravura da Dede che con le sue parole riesce a calamitare l’attenzione di tutti. Le bandiere scendono lentamente, così come erano state issate all’inizio del campo, mentre cantiamo insieme “Insieme”. Un po’ di magone mi arriva alla gola, il campo è finito, ma c’è ancora da smontare tutto il campo; ognuno ha il suo compito, molti genitori ci aiutano in modo determinante e riusciamo, anche con l’aiuto di Fabio e del suo camioncino a caricare tutto… tutto tranne la cinquantina di pali che abbiamo acquistato sul posto e che, con la collaborazione di una persona del posto, riusciamo a piazzare sul rimorchio di un trattore che li sistemerà su di un prato; in cambio faremo pubblicità per la sua casa di caccia ai gruppi scout.
Quando vorremo potremo riprenderci i nostri pali.
Quando vorremo ritorneremo a guardare le rive di questo lago, ci ricorderemo delle difficoltà di accendere un fuoco e di cucinare soltanto con la legna raccolta, dei giochi notturni, dei cerchi di gioia, delle veglie notturne, delle canzoni intorno al fuoco, di questo cielo incantato che ci fa ancora sognare. 


VCR Gattone Ingegnoso

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